Ciao a voi, felicissimo di essere dei vostri!
“Démodé” è nato da solo, so che sembra retorica o una frase fatta, ma è frutto di un’esigenza.
Recentemente ho iniziato a scrivere alcuni brani come sfogo per poi rendermi conto che avevo voglia di raccontarmi per una volta in prima persona.
È un disco che mi rappresenta, nel quale mi sono proprio divertito, sia a livello testuale ma anche sul piano musicale. La cosa forse che mi lega maggiormente a questo lavoro è che l’ho prodotto e suonato quasi interamente io, con i miei limiti di esecuzione, ma questa cosa mi ha permesso di sperimentare e tirare fuori sonorità che nemmeno pensavo mi appartenessero.
Penso sia un equilibrio tra dolcezza e grinta. Ci sono momenti davvero avvolgenti, canzoni che spero facciano riflettere, ed altri davvero esuberanti da perderci la voce.
Io sono un modenese DOC, di quelli che sotto la ghirlandina ci nascono e ci muoiono, di quelli che si lamentano sempre che non c’è niente ma che poi sentono la mancanza della quiete appena se ne vanno due giorni. Sono visceralmente legato al mio dialetto, alle tradizioni ed al modo di pensare che abbiamo a Modena ed in Emilia.
Questo spiega forse perché io mi senta anche così legato ed ispirato dai grandi cantautori miei conterranei. Comprendo perchè artisti tipo Dalla, Ligabue, Morandi, Cremonini o Guccini non abbiano mai lasciato la terra natia pur essendo diventati famosissimi.
Grazie a voi! Per ora ho tante idee ma poco di concreto. Voglio promuovere al meglio questo nuovo lavoro e tornare al più presto sul palco, luogo dove mi sento davvero appagato.
