"Venere" di Zar, un brano che trasporta l'ascoltatore in una dimensione epica e quasi mitologica


“Venere, oltre ad essere la dea della bellezza, è anche la prima stella che sorge al mattino. Proprio per questo non vi erano metafore più adatte per questa dedica all'amore nell'unione di testo e musica”,
così Alessandro Zaritto in arte Zar commenta il suo nuovo singolo.
 
Lo abbiamo intervistato per voi.
 
Ciao Zar, benvenuto su Odalis News! Vuoi dirci qualcosa di te prima di introdurre la tua nuova uscita?
Sono una semplice persona con una forte passione verso la musica, la scrittura e la recitazione che ha deciso di mettersi in gioco e far sentire la sua voce.
 
Qual è il significato del tuo nuovo singolo “Venere”?
“Venere” veniva onorata come la dea della bellezza, per questo nel mio brano volevo invitare ogni uomo a venerare la propria donna come fosse una divinità.
 
Quali sensazioni pensi possa regalare questo brano a chi lo ascolta?
Le sensazioni possono rivelarsi una volta chiusi gli occhi e con l’attenzione verso la musica e le parole. Da li comincia un bel viaggio per l’ascoltatore. Provare per credere.
 
Cosa ne pensi dell’attuale scena indipendente italiana?
Penso che la scena indie attuale ha bisogno solamente di più artisti originali ma soprattutto di artisti che restano semplicemente se stessi.
 
Grazie per essere stato con noi, per concludere ti chiediamo se hai dei progetti futuri!
Il giorno 11 novembre verrà pubblicato grazie a LAPOP il mio primo album da solista dal titolo “Tra luci ed ombre”.