Eysa: "Incubi" è la mia liberazione attraverso la musica


Con "Incubi", Eysa esplora un periodo di grande vulnerabilità, quando è stata tormentata da un incubo ricorrente che le ha impedito di riposare per settimane. Il brano è un'intensa riflessione sul senso di impotenza e insicurezza che l'artista ha vissuto durante quelle notti di tormento. Ma attraverso la terapia, Eysa è riuscita a superare questi momenti oscuri, e oggi il brano rappresenta un invito alla speranza e all’autocura. Con una melodia che rispecchia il dolore e la liberazione, "Incubi" è una canzone che offre un messaggio universale di coraggio per chi sta affrontando la stessa lotta interiore.

In questa intervista, Eysa si racconta, spiegandoci come è riuscita a trasformare la sua esperienza personale in musica e a trovare la forza di uscire da un ciclo di paura.

Ciao Eysa, benvenuta su Odalis News! Vuoi dirci qualcosa di te prima di introdurre la tua nuova uscita? 
Ciao a tutti! Mi chiamo Elisa Ungaro, in arte Eysa, e frequento l’accademia RCvoceproduzione, dove sto seguendo un percorso di perfezionamento canoro e di scrittura guidata da Cecilia Cesario, Rosario Canale e tutto il team dell’accademia. Mi sono avvicinata al canto fin da piccola, è sempre stato qualcosa di familiare, che mi faceva stare bene. Crescendo, ho sentito il bisogno di trasformare questa passione in un percorso più consapevole, per poter creare musica che racconti davvero ciò che a volte è difficile spiegare a parole

Qual è il significato del tuo nuovo singolo?
Il singolo Incubi nasce da un’esperienza molto intima che ho vissuto tempo fa. Per più di un mese ho fatto ogni notte lo stesso sogno ricorrente, oscuro e macabro, al punto che avevo quasi paura di addormentarmi. È stato un periodo difficile, che sono riuscita a superare solo grazie alla terapia. Lì ho compreso che quegli incubi non erano causali, ma trattavano il riflesso delle mie insicurezze più profonde e inconsce. Scrivere questo brano è stato come dare voce a quella parte inconscia e trasformare la paura in qualcosa di vero e condivisibile

Quali sensazioni pensi possa regalare questo brano a chi lo ascolta?
Anche se oggi viviamo in tempi più moderni e con meno pregiudizi, c’è ancora chi considera la psicoterapia qualcosa di “strano” e chi la sceglie viene spesso giudicato allo stesso modo. Io, invece, credo fermamente che chiedere aiuto non sia un segno di debolezza, ma di consapevolezza e coraggio. Senza la terapia non avrei superato quel periodo difficile, e questo non mi rende meno forte di chi non ha sentito il bisogno di intraprenderla. Quindi vorrei che questo brano suscitasse a chi lo ascolta il coraggio necessario nel chiedere aiuto quando ci si ritrova in questi loop angoscianti

Cosa ne pensi dell’attuale scena indipendente italiana?
Credo che la musica si sia trasformata molto negli ultimi anni, diventando sempre più un piacere soggettivo e contemporaneo. Trovo affascinante e magnetico il modo in cui si sono evoluti i suoni e gli effetti, però penso sia fondamentale lasciare spazio anche alla voce. È la voce, infatti, che riesce davvero a dare forma all’anima e alle emozioni, rendendo ogni brano unico e autentico

Grazie per essere stata con noi, per concludere ti chiediamo se hai dei progetti futuri!
In questo momento sento soprattutto il bisogno di continuare a scrivere e far uscire musica che parli davvero di me, senza filtri. Sto lavorando a nuovi brani, lasciando che nascano in modo naturale, senza forzature, così che possano raccontare al meglio il percorso e la crescita che sto vivendo come artista.