Tra le melodie intramontabili della tradizione filippina e le avvolgenti sfumature dell'R&B d'oltreoceano, prende forma l'identità artistica di Ralph. Con il suo singolo di debutto, "Memoria", l'artista emergente ci regala un brano sincero e vulnerabile, esplorando i labirinti di un amore difficile da lasciare andare. In questa intervista per Odalis News, Ralph ci racconta il suo percorso da autodidatta, il legame viscerale con la musica intesa come luogo sicuro e i sogni che guidano il suo futuro discografico.
Ciao Ralph, benvenuto su Odalis News! Prima di addentrarci nella tua nuova uscita, chi è l'artista che si cela dietro questo progetto, cresciuto ascoltando le ballad della tradizione musicale filippina e le sonorità di artisti come Boyz II Men e Usher?
Ralph è una persona che ha sempre trovato nella musica un rifugio. Sono cresciuto circondato dalle ballad filippine, dal karaoke e da voci incredibili che hanno fatto parte della mia infanzia e delle mie radici. Per tanto tempo non ho nemmeno pensato che la musica potesse diventare qualcosa di così importante per me, ma più crescevo e più mi rendevo conto che era il modo più naturale che avevo per esprimere quello che sentivo. Oggi, dietro questo progetto, c'è semplicemente una persona che prova a raccontarsi attraverso le proprie esperienze, le proprie emozioni e le proprie influenze, con la speranza che qualcuno possa ascoltare una mia canzone e rispecchiarsi.
Il tuo singolo di debutto, "Memoria", affronta il lato oscuro dei sentimenti, raccontando un amore consumato dalla dipendenza emotiva e dall'illusione di un sentimento perfetto. Qual è il significato più intimo di questo brano e di quel ricordo impossibile da cancellare che continua a vivere in te?
Per me “Memoria” parla di qualcosa che ho vissuto e che credo accomuni molte persone. Ci sono legami che, anche quando finiscono, continuano a vivere dentro di noi più a lungo di quanto vorremmo ammettere. A volte ci ritroviamo a rincorrere un ricordo, una sensazione o una versione di una persona che ormai esiste solo nella nostra mente, e accettare questa realtà non è sempre semplice. Credo che il significato più intimo del brano stia proprio nella vulnerabilità che nasce da tutto questo: nel rendersi conto che alcune persone e alcune esperienze ci cambiano profondamente e lasciano un segno che non scompare del tutto. “Memoria” è il mio modo di dare voce a quella parte di noi che, ogni tanto, continua a guardarsi indietro.
Abbracciando influenze pop anni '90 e l'R&B dei primi anni Duemila, in quale "luogo emotivo" speri di trasportare chi ascolta la tua musica, sapendo che il tuo obiettivo è parlare a chiunque si riconosca nelle tue storie?
Spero di trasportare chi ascolta la mia musica in un luogo in cui possa sentirsi compreso. Credo che una delle cose più belle della musica sia la sua capacità di farti sentire meno solo, soprattutto nei momenti in cui pensi che nessuno possa capire davvero quello che stai vivendo. Se qualcuno dovesse ascoltare una mia canzone e pensare “è esattamente quello che sento anch’io”, allora avrei raggiunto il mio obiettivo. Al di là dei generi e delle influenze musicali, vorrei che la mia musica fosse uno spazio in cui le persone possano ritrovare un pezzo di sé, delle proprie emozioni e delle proprie esperienze. Spero di riuscire a creare per gli altri lo stesso luogo che la musica ha rappresentato e rappresenta tuttora per me: un posto sicuro.
Tu sei un talento che ha sviluppato il proprio percorso musicale in modo del tutto autonomo e senza una formazione accademica. Da questa prospettiva personale, guidata dalla forte volontà di raccontarti, cosa ne pensi dell’attuale scena indipendente italiana?
Da persona che si è avvicinata a questo mondo in modo completamente autonomo, credo che la scena indipendente italiana sia una realtà molto interessante ma, allo stesso tempo, spaventosa. Credo che emergere richieda tanta costanza e tanta pazienza, perché ci sono moltissime persone di talento che cercano di trovare il proprio spazio. Da parte mia, provo grande rispetto per chi continua a creare, pubblicare e mettersi in gioco nonostante le numerose difficoltà. In fondo è quello che sto cercando di fare anch’io: raccontare qualcosa di autentico e vedere fin dove può arrivare.
Grazie per essere stato con noi! Ora che questo primo importante debutto discografico ufficiale è stato realizzato con il team di Up Music, quali sono i prossimi sogni e progetti futuri che hai in cantiere per continuare a condividere il tuo mondo interiore?
Ad essere sincero non ho ancora un piano perfettamente definito. Sto vivendo questo momento con grande gratitudine e cercando di imparare il più possibile da ogni esperienza. Quello che so è che voglio continuare a crescere come artista, capire sempre meglio chi sono musicalmente e trovare nuovi modi per raccontarmi. Mi piacerebbe esplorare sempre di più tutte le influenze che fanno parte di me, magari incorporando in futuro anche l’inglese o il filippino nella mia musica. Se le persone riusciranno a ritrovarsi nelle mie canzoni e a connettersi con quello che racconto, allora sentirò di essere sulla strada giusta.
.jpg)