Matilde Calamai e la rivoluzione di “Baddie Mom”: «Madri, donne e ribelli senza chiedere il permesso»


Modella, conduttrice, scrittrice, pittrice e oggi protagonista della scena musicale contemporanea con il progetto Chic Boom Boom: Matilde Calamai non ha mai amato le etichette. A Odalis News racconta la genesi di “Baddie Mom”, un singolo energico e provocatorio che smonta i cliché sulla maternità e celebra la libertà di reinventarsi a ogni età, condividendo il microfono con la figlia Baddie Girl.

Ciao Matilde, benvenuta su Odalis News! Il tuo percorso unisce personalità, ironia e tanta determinazione: vuoi raccontarci qualcosa di te e del tuo mondo prima di addentrarci nella tua nuova uscita?
Sono sempre stata una persona curiosa, creativa e con mille passioni. Ho iniziato giovanissima come modella, poi sono arrivati la televisione, la radio, la scrittura, la pittura e oggi anche la musica.
Non ho mai sentito il bisogno di scegliere una sola strada. Per me ogni forma d’arte è un modo diverso di raccontare qualcosa di me. E poi, diciamolo, mi annoierei terribilmente a fare sempre la stessa cosa!
Negli anni ho imparato soprattutto a prendermi meno sul serio, a ridere di me stessa e a dare sempre meno importanza al giudizio degli altri. Oggi posso indossare un abito elegante per uno shooting e il giorno dopo girare un videoclip rap. Non vedo perché le due cose debbano escludersi.

Con “Baddie Mom” porti una ventata di freschezza e provocazione intelligente: qual è il significato profondo di questo singolo e come è nata la collaborazione con Chic Boom Boom?
Baddie Mom nasce da una sensazione che conosco bene: essere giudicata perché non corrispondo all’immagine che qualcuno si aspetta da una donna o da una madre.
A volte sembra che gli altri sappiano sempre come dovresti vestirti, comportarti, lavorare o vivere. E allora mi sono detta: «Io sono così, tu che ne sai di me?». Invece di arrabbiarmi, ho trasformato quella reazione in una canzone rap, con ironia e un pizzico di provocazione.
Chic Boom Boom è il progetto musicale che ho creato con mia figlia. Io sono Baddie Mom, lei Baddie Girl. Raccontiamo esperienze e punti di vista di generazioni diverse, usando la musica come linguaggio comune.
Non vogliamo insegnare niente a nessuno. Ci piace raccontare quello che viviamo, divertirci e magari far riflettere qualcuno tra un ritornello e l’altro.

Il brano unisce ritmo travolgente e un messaggio di emancipazione che scardina i soliti cliché legati alla maternità e al ruolo femminile: quali sensazioni ed energie speri che arrivino a chi preme play?
Prima di tutto spero che venga voglia di cantarlo! Baddie Mom è un brano ironico, energico e volutamente un po’ sfacciato. Non volevo fare una predica, ma raccontare una realtà che tante donne conoscono.
Diventare madri non significa smettere di essere donne, rinunciare alle proprie passioni o trasformarsi improvvisamente in quello che la società considera una mamma perfetta.
Possiamo essere responsabili e ribelli, eleganti e sportive, serie quando serve e completamente ridicole quando ne abbiamo voglia.
Mi piacerebbe che chi ascolta la canzone sorridesse e pensasse: «Ma sai che ha ragione? Perché devo preoccuparmi così tanto di quello che pensano gli altri?».
Alla fine, il messaggio è molto semplice: sii te stessa, rispettando gli altri, ma senza permettere a nessuno di decidere chi devi essere.

Da artista che sceglie di esprimersi fuori dagli schemi convenzionali, qual è il tuo sguardo sull’attuale scena musicale indipendente italiana?
Credo che oggi la musica indipendente offra possibilità straordinarie. Puoi scrivere, produrre e distribuire un brano senza dover necessariamente aspettare che qualcuno decida di investire su di te.
Naturalmente questo non significa che sia facile. Anzi, forse la parte più difficile arriva proprio dopo aver pubblicato una canzone: riuscire a farla ascoltare, distinguersi e costruire un pubblico.
È un panorama ricco di proposte, ma anche molto competitivo. E a volte ho l’impressione che si dia più importanza ai numeri che alle idee.
Per me il successo non è soltanto entrare in una classifica. È riuscire a creare qualcosa che mi rappresenti e che magari faccia sentire qualcun altro un po’ più libero.

Grazie mille per essere stata con noi! Per chiudere, quali sono i tuoi progetti futuri, le novità in studio o gli appuntamenti live che hai in cantiere?
Con Chic Boom Boom stiamo lavorando a nuove canzoni e videoclip. Ci piace affrontare temi quotidiani con leggerezza, ironia e un linguaggio musicale contemporaneo.
Personalmente continuo anche a lavorare nella moda e nella comunicazione, mentre porto avanti nuovi progetti editoriali e audiovisivi. Tra le idee a cui sto lavorando ci sono un libro sull’ADHD, un fumetto e un cortometraggio.
Per quanto riguarda i live, preferisco annunciare soltanto appuntamenti già confermati.
Di sicuro non ho intenzione di fermarmi. Ho ancora tantissime cose da raccontare e, soprattutto, continuo a divertirmi nel farlo.
In fondo, credo che la vera libertà sia proprio questa: poter cambiare, sperimentare e reinventarsi senza chiedere il permesso a nessuno.