Dario Distasi a Odalis News: «Con “Nostalgia” faccio i conti con il passato attraverso il rock britannico e la chitarra»

 


Chitarrista nell'animo e cantautore per vocazione espressiva, Dario Distasi porta nella sua musica l'eredità artistica dei cinque anni vissuti a Manchester tra concerti e produzioni. Con il singolo Nostalgia, l'artista si racconta a Odalis News parlando di autenticità compositiva, del bisogno di fare i conti con il proprio vissuto e dello stato di salute del rock indipendente italiano dopo la recente partecipazione al MEI di Faenza.

Ciao Dario, benvenuto su Odalis News! Il tuo percorso è intriso di corde vibranti, influenze internazionali e una forte attitudine chitarristica: vuoi presentarti e raccontare la tua anima musicale prima di entrare nel vivo della tua nuova uscita?

Ciao e grazie per l'invito!

Nasco chitarrista e mi scopro cantautore. Dopo aver girato l'Italia per studiare e migliorarmi, vado a vivere cinque anni a Manchester, dove scrivo, registro e soprattutto faccio tanti live con il mio materiale solista e la mia band britannica.

Con il tuo nuovo singolo "Nostalgia" metti a nudo un'emozione potente senza cadere nella malinconia passiva: qual è il significato profondo di questo brano e come dialoga con la tua visione rock?

Nostalgia è un brano con il quale, ad un certo punto, ho deciso di fare i conti con il passato. Non poteva che avere le sonorità brit che hanno accompagnato la mia esperienza in UK...

Parla di accettarsi, ma anche della lotta che ognuno di noi fa con un oggi inafferrabile ed effimero.

Quando parlo del mondo che ci crolla addosso, non potevo che collegare questa immagine ad un solo di chitarra intenso.

Tra riff viscerali, tiro ritmico ed elettricità emotiva, quali sensazioni e vibrazioni ti aspetti che accenda questa traccia in chi schiaccia play?

Trasporto, coinvolgimento e il riconoscere un'autenticità che è davvero alla base del mio songwriting. Non scrivo per compiacere, ma lo faccio quando ho qualcosa da dire e cerco di far arrivare il messaggio nel modo più intenso possibile.

Da musicista e autore che difende la fisicità degli strumenti veri e l'urgenza espressiva, come vedi lo stato di salute dell'attuale scena rock e indipendente in Italia?

C'è molta musica buona soprattutto nella scena underground italiana, purtroppo oscurata dalla plastica di molte realtà mainstream, per le quali il packaging conta più del prodotto.

Grazie mille per la chiacchierata! Per chiudere, quali sono i tuoi prossimi passi tra nuove registrazioni, progetti futuri e il ritorno sul palco con la tua chitarra?

È stato un periodo ricco di live, culminato con la mia esibizione al MEI di Faenza del 4 ottobre. Una bellissima realtà.

Per i prossimi live, sto immaginando anche di dare molto spazio all'acustico, che è uno dei mondi che preferisco.

Al momento, sto ancora lavorando molto in studio. Per scoprire di più sulle mie prossime release, seguitemi sui miei canali social e sul mio canale YouTube!

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