Carlo Addaris presenta “Mondi” il suo terzo lavoro da solista


“Mondi” è il terzo album solista di Carlo Addaris, interamente suonato da lui, nonché registrato e mixato nel suo studio personale. È in parte un viaggio fisico verso le parti più scure del nostro vivere quotidiano, e in parte un viaggio allucinato e illusorio verso mondi da esplorare. 
Per l’occasione l’artista si racconta a noi di Odalis News.
 
Ciao Carlo, benvenuto su Odalis News! Vuoi dirci qualcosa di te prima di introdurre il tuo nuovo album?
Sono un musicista-artigiano, che si muove nel sottobosco della scena musicale italiana da circa 25 anni. La mia passione per la musica nasce da molto giovane, quando ascoltavo i dischi dei miei fratelli maggiori. Ancora adolescente acquistai una tastiera giocattolo e una chitarra per cimentarmi a suonare i primi accordi, spinto probabilmente da uno spirito di emulazione verso i miei idoli adolescenziali. Poco dopo, appena vent'enne, ho iniziato a suonare come tastierista in una garage band, poi tra la fine degli anni novanta e il duemila la mia prima creatura, una band a metà strada tra rumorismo e alternative pop.
 
Ci racconti come e quando è nato il disco?
Mondi è il mio terzo lavoro da solista. É nato dalla necessità di scrivere nuove canzoni e di mettermi alla prova con una produzione dalla a alla z, avendo non solo suonato tutti gli strumenti ma anche registrato e mixato tutte le tracce.
 
Quali sensazioni pensi possa regalare questo album a chi lo ascolta?
Mondi è un disco a tratti straniante. E' come fare un lungo viaggio. In parte seduto sul sedile posteriore di una lussuosa berlina, in parte al volante di una vecchia Chevrolet decapottabile, coi capelli al vento e le lacrime agli occhi. E mi piace pensare che possa trasmettere le stesse sensazioni.
 
Cosa ne pensi dell’attuale scena indipendente italiana?
La scena indipendente italiana è secondo me sempre di alto livello. Oggi purtroppo soffocata o appiattita. Mi spiego: anni fa la scena musicale indipendente era ben distinta dal mainstream. E l'una quasi ripudiava l'altra. Ciascuna ci teneva a tenersi stretti i propri concetti, contenuti, spazi e radici.
Il fatto che oggi tutto sia miscelato (talentshow, Sanremo, pop che in italia non so per quale strano motivo chiamiamo indie), non è un segno di crescita ne dall'una ne dall'altra parte, ma solo un sintomo, l'ennesimo, di appiattimento.
 
Grazie per essere stato con noi, per concludere ti chiediamo se hai dei progetti futuri!
I prossimi mesi dell'anno mi dividerò tra una serie di live nel quale presenterò i brani dell'ultimo disco, e il mio lavoro di autore e produttore nel mio studio personale a San Sperate, in Sardegna. Grazie a voi!