“Il declamatore” dei Stanislao Sadlovesky: il viaggio profondo nell'inconscio della band

 

“Il declamatore” è il debut album dei Stanislao Sadlovesky, un viaggio profondo nell'inconscio, una vera e propria esperienza sensoriale che trascende i confini della musica convenzionale. Composto da 10 tracce, questo lavoro si presenta come un'uscita da un’anestesia totale, da un coma farmacologico, da una sedazione. È un trascorso post-operatorio, post-traumatico. È coscienza smarrita, non persa. Tra le ciglia e le pupille rimangono dei residui di ricordi, inafferrabili. È galleggiare nel Mar Morto. Eterna conversazione con sé stessi. È Verbo e Percezione. Un teatro anatomico mentale, sfiorato dalle interferenze del mondo. Una risonante solitudine dechirichiana. Riaffiorano pensieri sconnessi o semplicemente non esternabili. Odissee post-industriali e notti bianche apocalittiche. Nulla sarà più come prima. È sinfonia metafisica, una seduta di psicagogia. È il demiurgo delle stanze dell'inconscio. La voce che arriva da un Altrove soggiornante dentro noi. È diegetica in differita.
 
Ciao, benvenuti su Odalis News!  Come è iniziato il vostro viaggio artistico?
Ciao, grazie!
È iniziato quando due amici, ex colleghi di radio, hanno deciso di sperimentare, fondendo testi e musiche, per ottenere un risultato non convenzionale, per loro e in generale.
 
Quando avete composto le vostre prime canzoni?
Quando abbiamo deciso di buttarci e provare a vedere se qualcosa di soddisfacente potesse nascere dalla nostra collaborazione, abbiamo realizzato Trappola per Topi. Da lì siamo partiti e abbiamo continuato a produrre i successivi pezzi, che sono stati composti, uno dopo l'altro, ogniqualvolta avevamo occasione di riunirci.
 
Quando finite di produrre un brano chi lo ascolta per primo?
Lo ascoltiamo insieme, direttamente dal produttore al consumatore. Partendo dal testo tutto il resto viene confezionato di conseguenza, in tempi stretti.
 
Come vi rapportate con la scena musicale della vostra città?
Massimo è di Treviso ed Alessandro è di Bassano del Grappa. Facevamo già parte delle rispettive scene musicali individualmente. Ora, come Stanislao Sadlovesky, probabilmente verremo messi al rogo ed esposti a pubblico ludibrio. Saremo messi in salvo solo se qualcuno farà suonare la nostra musica al contrario, come da tradizione secolare locale. Quindi, contiamo su di voi.
 
È uscito da poco il vostro nuovo disco, da cosa è stato ispirato?
Tutto ci ispira. Vedere, ascoltare, respirare. Vivere. Volare con i piedi per terra. Sgambettare l'arte senza metterla mai da parte. Ricevere cartoline dall'Altrove.
 
Quali sensazioni pensate possa regalare questo album a chi lo ascolterà?
Se qualche impavido si lascerà trasportare da questo viaggio di 37 minuti, alla fine non sarà più lo stesso. Sarà trasportato in ogni dove e in ogni quando. Consigliamo l'ascolto tenendo in mano la carta d'identità, per avere un appiglio con la realtà dopo il risveglio.
 
Dove vi porterà il vostro amore per la musica? Su cosa state lavorando?
In questo momento siamo in piena promozione dell'album, affiancati dalla Overdub Recordings. Speriamo che più ascoltatori possibili si lascino trasportare dal mondo da noi creato.