Rogue Charlie presentano “Se Tutto Finisse Qui”, il nuovo EP

 

L'EP
“Se Tutto Finisse Qui”, composto da sei brani scritti e arrangiati in maniera del tutto personale e senza troppe regole, segna una ripartenza stilistica della band. Molte cose sono cambiate dalla nascita del gruppo fino ad oggi, e la vita di ognuno di loro si sta evolvendo. Inevitabilmente, emergono dubbi e domande che la vita propone. Nelle canzoni si affrontano tematiche come ansia, solitudine, frustrazione ed angoscia.
 
Ciao, benvenuti su Odalis News!  Come è iniziato il vostro viaggio artistico?
Il nostro percorso come gruppo nasce nel 2018, quando per gioco e per metterci alla prova abbiamo iniziato a suonare insieme le prime cover delle nostre canzoni preferite, ma il viaggio personale nella musica di ciascun membro nasce molto prima da contesti diversi. Da subito c’è stata sintonia e da allora non abbiamo più smesso.
 
Quando avete composto le vostre prime canzoni?
La composizione delle prime canzoni è arrivata presto, già dopo qualche mese in cui portavamo in concerto solamente cover, forse perché finalmente ci eravamo trovati e potevamo esprimere tutta la creatività musicale che fino a quel momento non aveva visto luce. Dopo due anni dalla formazione del gruppo, un po’ rallentati a causa della pandemia, abbiamo pubblicato il primo EP su Spotify con le nostre prime canzoni.
 
Quando finite di produrre un brano chi lo ascolta per primo?
Quando abbiamo la produzione finale di un brano la curiosità prevale e tutti ascoltiamo singolarmente per poi confrontarci, ed eventualmente modificare piccoli dettagli.
 
Come vi rapportate con la scena musicale della vostra città?
Abbiamo la fortuna di abitare in una zona, Vicenza e provicia, molto viva musicalmente, ci sono molti gruppi ed artisti stimolanti. Tramite contest e concerti siamo entrati in contatto con tante persone con cui portiamo avanti bei rapporti e condividiamo palchi. Per noi questo è uno degli aspetti migliori del mondo musicale, poter essere stimolati ed imparare dalle persone che ci circondano.
 
È uscito da poco il vostro EP “Se Tutto Finisse Qui”, da cosa è stato ispirato?
L’EP “Se Tutto Finisse Qui” si ispira alla vita e ai momenti di riflessione, vuole focalizzarsi su sentimenti e sensazioni che giovani adulti come noi si ritrovano a provare nella quotidianità e nei grandi cambiamenti che stanno avvenendo in questo periodo di vita. Con     questi brani abbiamo voluto esprimere il disagio, l’ansia, la solitudine e la frustrazione nell’affrontare la società e nel cercare di farsi strada in un ambiente competitivo che non lascia spazio alle fragilità.
 
Quali sensazioni pensate possa regalare questo EP a chi lo ascolterà?
Vogliamo far sentire il nostro pubblico accolto dalla musica e capito, proprio perché cerchiamo di essere la voce di una generazione. L’obiettivo è di far capire alle persone che non sono sole e non sono sbagliate nel sentirsi in certi modi.
 
Dove vi porterà il vostro amore per la musica? Su cosa state lavorando?
Attualmente stiamo lavorando sia su nuovi brani che sul perfezionamento delle nostre performance live. Il nostro genere è in continua evoluzione, stiamo cercando di inserire nuovi suoni e strumenti, già nell’ultimo concerto abbiamo portato un synth, che ci ha permesso di creare un’atmosfera diversa.